Corridoio 8 – Il sogno albanese incoraggiato dall’UE
by Mimoza A on 11/01/09 at 5:10 pm
Al di la della tempistica inerente l’ingresso di Tirana nell’Unione europea, Bruxelles ultimamente ha incoraggiato il governo albanese a porre in essere tutti gli atti necessari per rendere esecutivo il progetto relativo al Corridoio continentale numero otto che dovrebbe unire Milano a Varna e Costanza, i due maggiori porti dell’Unione sul Mar Nero.
Qualora venisse realizzato “in toto” il collegamento, le regioni attualmente economicamente molto deboli del sud- est europeo ne trarrebbero sicuramente un tal beneficio da lasciarsi per sempre alle spalle secoli di atavica povertà. Ben presto i ministri dei trasporti e delle infrastrutture di Italia, paese fondatore dell’Unione europea, Bulgaria, entrata nella grande famiglia europea due anni fa, e Macedonia, paese candidato all’ingresso nell’Unione, si incontreranno a Tirana con il loro collega albanese Sokol Olldashi per concordare il tracciato definitivo del corridoio otto che abbinerà il trasporto marittimo tra i porti di Brindisi e Durazzo a quello terrestre lungo la dorsale adriatica, prima, ed i Balcani poi.
Il Presidente bulgaro Parvanov, durante la sua visita a Tirana, ha ribadito nel colloquio avuto con il suo omologo albanese Topi come in cambio dell’appoggio all’ingresso nella Nato e, successivamente, nell’Unione europea, Sofia pretende dall’Albania che il governo Berisha faccia dei passi concreti verso la concreta attuazione del programma inter- europeo finalizzato allo sviluppo della regione. Parvanov, non a caso, durante la sua visita di stato era accompagnato dal suo vice- ministro ai trasporti Daniela Nikiforova e dai direttori generali dei porti di Varna e Burgas. Oltre a sviluppare l’entroterra balcanico ed il meridione d’Italia, infatti, il corridoio otto avrebbe il compito di mettere direttamente in collegamento la ricca Milano ed i porti pugliesi a quelli che sorgono sul Mar Nero.
Qualora poi il corridoio venisse proseguito sino alla città romena di Costanza ecco che il meridione balcanico, attraverso il canale che dalla città della Dobrugia romena porta al Danubio ( fiume collegato attraverso un’ulteriore rete di canali al Reno), sarebbe direttamente in contatto con i grandi porti del Mar Baltico e dell’Atlantico settentrionale. Un notevole volano per le povere economie albanesi, macedoni e bulgare. Tecnicamente il corridoio otto tra le città italiane di Milano e Bologna dovrebbe percorrere la nuova linea ad alta velocità che collega il capoluogo lombardo a Roma per poi deviare verso la dorsale adriatica la cui linea ferroviaria è in avanzata fase di ammodernamento e velocizzazione.
A Brindisi le merci verrebbero imbarcate verso Durazzo. Di qui la nuova infrastruttura, attualmente non esiste nulla che assomigli ne ad una strada ne ad una ferrovia moderna, dopo aver toccato Tirana si inoltrerebbe nel cuore dei Balcani giungendo a Skopjie, capitale macedone, e poi a Sofia, capitale bulgara. Da quest’ultima città, in meno di cinquecento chilometri, arriverebbe al mare di Varna e Burgos, principale porto commerciale della Bulgaria. Bruxelles spera che un’opera così importante possa fungere da volano per lo sviluppo di tutta questa regione molto arretrata, tanto da spingerla naturalmente nelle braccia della grande Unione.
La preoccupazione principale che innervosisce il mondo politico comunitario è però ora rappresentata dal timore che la grande opera venga realizzata in tempi biblici, considerando pure il fatto che essa attraversa quattro stati, Italia, Albania, Macedonia e Bulgaria ove la trasparenza amministrativa non è proprio esemplare ed ove la criminalità organizzata, commista al potere politico, è molto diffusa.
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